Lorenzo Fragola, ospite nel podcast di Luca Casadei, ha svelato alcuni retroscena relativi al rapporto con il papà.
Molti ricorderanno la sua avventura luminosa ad X Factor alcuni anni fa; Lorenzo Fragola conquistò pubblico e giuria a partire dalle audizioni e sulla stessa scia destò le emozioni più intense che lo hanno portato, negli anni a seguire, a diventare un nuovo volto affermato della musica italiana. Tra alti e bassi – da lui stesso raccontati – oggi racconta col sorriso i suoi traguardi professionali. Oltre la carriera c’è però sempre un vissuto, come si evince da una toccante confessione fatta dal giovane artista ospite nel podcast di Luca Casadei.

Spicca l’infanzia, in particolare il ruolo dei genitori nella sua vita considerando la separazione avvenuta quando era piccolissimo: “Non ho ricordi di loro insieme”, racconta Lorenzo Fragola – come riporta Isa e Chia – a Luca Casadei. “Mamma ci ha cresciuti da sola, papà lo vedevamo solo una volta a settimana”. Emerge dalle parole del cantante proprio il rapporto conflittuale con il papà, soprattutto in riferimento ad alcuni aneddoti che lo hanno segnato lungo il suo percorso di crescita.
Lorenzo Fragola e il rapporto conflittuale con il papà: “Sembrava che io e mio fratello fossimo un fastidio per lui…”
Lorenzo Fragola ha posto l’accento sulle differenze tra i due genitori, la mamma apprensiva ma sempre pronta a donare amore; una tendenza che non ha però riscontrato anche nel papà. “Mamma ci ha dato tanto amore… Mio padre invece era una figura extra-casa, quasi un estraneo”, parole piuttosto chiare e nette quelle del cantante che poi racconta di una possibile svolta quando il padre sembrava pronto a prendersi una responsabilità più costante in virtù del suo ruolo genitoriale: “Secondo me lui ha preso sottogamba il fatto di avere dei figli da gestire quotidianamente… Era partito con buone intenzioni con la nuova compagna”.
Purtroppo, come raccontato da Lorenzo Fragola nel podcast di Luca Casadei, con il padre le cose non sono migliorate dopo quel periodo a maggiore contatto. “Sembrava che io e mio fratello fossimo un fastidio per lui, ha iniziato a mettere delle regole: ‘rumori no, merendine no’, chiudeva tutto a chiave”. Un momento chiave in quanto impresso nella sua memoria è invece relativo ad un episodio di violenza: “…Chiuse la porta a chiave, abbassò le serrande e me le diede con la cintura”, una circostanza subentrata per il fatto di aver disobbedito aprendo tutte le porte chiuse a chiave.

