Nathaly Caldonazzo, ex concorrente del Grande Fratello in passato, racconta proprio la sua esperienza nel reality e commenta il Signorini-gate
Tra i protagonisti del Grande Fratello nelle passate edizioni, Nathaly Caldonazzo è intervenuta nel corso di un’intervista rilasciata a “LolloMagazine” per parlare proprio del reality show e del caso che ha travolto il conduttore, Alfonso Signorini, che secondo le accuse di Fabrizio Corona avrebbe condotto i casting chiedendo favori sessuali in cambio per entrare nella casa del GF. La Caldonazzo, interrogata sul caso che è scoppiato (in seguito al quale lo stesso Signorini ha deciso di chiudere i propri canali social e autosospendersi da Mediaset), la ex concorrente ha detto la sua.
“Sapevo che Signorini è omosessuale ma non avevo idea di quello che è stato raccontato. Mi dispiacerebbe se fosse vero, perché Alfonso nei miei confronti è sempre stato gentile e molto educato” ha ammesso. La Caldonazzo ha stretto negli anni un rapporto di amicizia con Antonio Modugno, uno dei nomi fatti in merito al Signorini-gate. “Nella casa siamo stati un’ancora di salvezza l’uno per l’altro, non mi ha mai raccontato nulla di Signorini” ha spiegato. Dunque, Nathaly non si espone: la sua posizione è infatti super partes e la splendida attrice, in passato compagna di Massimo Troisi, non punta il dito contro nessuno.
Nathaly Caldonazzo: “Grande Fratello? Lo rifarei solo a una condizione”
Parlando proprio della sua esperienza al Grande Fratello, Nathaly Caldonazzo a “Lollomagazine” ha affermato che rifarebbe quel reality show solamente a una condizione. Ovvero che sia lei a condurlo. Dunque, a quanto pare l’attrice non tornerebbe nella casa come concorrente. Anzi, parlando dei reality show afferma: “Hanno stancato perché non c’è mai una novità”. Una posizione netta, dunque, che sembra però rispecchiare quello che il pubblico pensa. Ormai da anni, infatti, sono sempre meno i telespettatori dei reality show, in particolar modo del Grande Fratello, che ora sembra essere definitivamente in crisi dopo il caso Signorini.


